Tre anni di attività di 114 Emergenza Infanzia, e un imperativo: non fermarsi proprio adesso. A pochi giorni dalla scadenza del bando pubblico con cui lo Stato, tre anni fa, ha affidato a Telefono Azzurro la gestione del servizio, l’associazione ha organizzato un convegno a Roma per presentare i risultati di tre anni di lavoro.
Con la consapevolezza, anzitutto, di avere centrato gli obiettivi: dall’estensione del servizio a tutto il territorio nazionale, realizzata entro il 2005, alla mappatura di servizi e istituzioni coinvolte a vario titolo nella gestione dell’emergenza, dalle questure ai tribunali, dalle prefetture ai servizi sociali dei Comuni, dalle Asl alle forze dell’ordine. Tutto in un unico database, a portata di clic degli operatori del 114 che, oltre a fornire adeguata assistenza psicologica, possono attivare in tempo reale tutti i servizi necessari alla gestione dell’emergenza.
Varie le personalità che sono intervenute al convegno, che si è tenuto oggi dalle 9 alle 16 alla biblioteca del Cnel di via David Lubin 2. Oltre al presidente del Cnel ed ex ministro Antonio Marzano e al presidente di Eurispes Gian Maria Fara, sono intervenuti i massimi esperti di salute mentale infantile – come il decano della neuropsichiatria infantile Giovanni Bollea – per arrivare a rappresentanti del mondo delle istituzioni – tra cui il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero – e del non profit, come Antonio Longo, presidente del movimento difesa del cittadino.
Per il ministero delle Comunicazioni, che ha dato in gestione il servizio 114 a Telefono Azzurro, era presente il vice capo di gabinetto Cristina Selloni, mentre Antonio Longo è intervenuto in qualità di presidente del movimento difesa del cittadino. Vari anche i rappresentanti delle forze dell’ordine, a cominciare da Domenico Vulpiani, dirigente superiore della Polizia di Stato e direttore del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni. Sì, perché da quando il 114 è attivo su tutto il territorio nazionale, è diventato un grande punto di riferimento non solo per i cittadini, ma anche per le stesse forze di polizia, che grazie al servizio possono sempre più spesso individuare l’emergenza ancor prima che questa porti al verificarsi di veri e propri reati, potendo quindi agire sul lato della prevenzione. Anche il giornalista e presentatore televisivo Maurizio Costanzo, da sempre sostenitore del servizio 114, è intervenuto all’iniziativa attraverso un videomessaggio.
Una nutrita cartella di dati, quindi, sul tavolo del convegno, per rendere conto della quantità e della tipologia di emergenze gestite. Ma soprattutto, per stimolare il dibattito sull’evoluzione del servizio: un numero di pubblica utilità che si affianca a 112, 113 e 118, e che, sull’esempio delle migliori esperienze di livello europeo ed internazionale, si pone ogni giorno di più come modello di intervento unico nel suo genere per affrontare i problemi dell’infanzia in pericolo.
Utile, rileva l’associazione, lavorare in prospettiva per un sempre maggiore coordinamento fra gli attori coinvolti nella gestione delle emergenze, per migliorare l’efficienza della “rete” a tutela dell’infanzia; ma necessario anche estendere il servizio alla telefonia mobile, e aprire sul territorio nuovi centri di ascolto che si vadano ad aggiungere a quelli già attivi di Milano e Palermo. Infine, la dimensione internazionale: grazie all’impegno di Telefono Azzurro, da qualche mese il 114 fa parte del network europeo Inhope, la rete internazionale che riunisce 25 helpline di 21 Paesi d’Europa; con l’obiettivo ambizioso – che vede Telefono Azzurro in prima linea – di creare un numero unico europeo a tutela dell’infanzia maltrattata.