| Quali Emergenze |
Emergenza: che cos'e'?
Non solo abuso - e abuso sessuale in particolare. A dispetto di una maggiore attenzione riservata a questo aspetto da parte dei mezzi di informazione, emergenza può voler dire tante cose: dalla violenza domestica alla fuga da casa, dal tentativo di suicidio al rapimento. In generale è emergenza qualsiasi situazione che mette a repentaglio la salute psichica e/o fisica del bambino e che richiede un intervento specialistico immediato, perché in quel momento la famiglia o la comunità della quale fa parte non è in grado di proteggere il bambino. Si parla di emergenza, inoltre, non solo quando in un preciso momento avviene un episodio traumatico che coinvolge il minore, ma anche quando vi è una situazione di disagio cronico. All'interno di queste situazioni, poi, spesso si verificano momenti di emergenza acuta, per esempio episodi di violenza, che rivelano in maniera eclatante le difficoltà del bambino e della sua famiglia. Come riconoscere una situazione di emergenzaIn sintesi, le situazioni di emergenza che coinvolgono bambini e adolescenti presentano almeno quattro caratteristiche basilari:- l’impossibilità per il bambino di far fronte alla situazione di grave/disagio pericolo; - l’impossibilità o l’incapacità della famiglia o della comunità di aiutare il bambino; Emergenza, in quali situazioni?Ecco le principali situazioni di emergenza che possono coinvolgere bambini e adolescenti:Abuso e maltrattamento Secondo la definizione dell'OMS, si configura una condizione di abuso e di maltrattamento allorché i genitori, i tutori o altre persone incaricate della vigilanza e della custodia di un bambino approfittano della loro condizione di privilegio e si comportano in contrasto con quanto previsto dalla Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo (29/11/1989). Il Consiglio d'Europa (1978) ha definito il maltrattamento, come gli "atti e le carenze che turbano gravemente il bambino, attentano alla sua integrità corporea, al suo sviluppo fisico, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di terzi". Il maltrattamento può dunque concretizzarsi in una condotta attiva (come le lesioni) o in una condotta omissiva (come la trascuratezza e l'abbandono); l'assenza di evidenze traumatiche nel fisico non può, pertanto, escludere l'ipotesi di maltrattamento. Gli abusi fisici, sessuali, psicologici, la trascuratezza e le altre patologie delle cure possono compromettere gravemente lo sviluppo del bambino, a livello biologico, cognitivo, emotivo e relazionale. Per tali motivi, costituiscono sempre un'emergenza.
Atti autolesivi, suicidio e tentativi di suicidio Il suicidio ed i tentativi di suicidio necessitano di risposte tempestive e competenti. La prevenzione del comportamento suicidario è in tutto il mondo una priorità, essendo il suicidio una tra le prime cinque cause di mortalità per i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni ed essendo un fenomeno in crescita, ma spesso sottostimato dalle statistiche ufficiali, anche per la fascia di età compresa tra i 12 ed i 14 anni. Il suicidio è un fenomeno complesso per il quale non esistono una singola causa o una sola spiegazione. Spesso è possibile individuare un fattore stressante "precipitante" di carattere ambientale/psicosociale, un evento stressante che intercorre nei mesi immediatamente precedenti l'evento e che scatena l'episodio suicidario in una situazione che in molti casi è già problematica: una bocciatura, la perdita di un familiare, un episodio di molestia sessuale. Accanto ai tentativi di suicidio, deve essere posta attenzione agli atti autolesivi essendo la loro prevalenza elevata nei soggetti al di sotto dei 25 anni di età.
Comportamenti a rischio Molte situazioni di emergenza sono riconducibili a condotte a rischio messe in atto da adolescenti e preadolescenti. Ne costituiscono spesso i presupposti una ricerca esasperata di sensazioni nuove ed esasperate, una scarsa capacità di valutare i rischi e le conseguenze di determinate azioni, la convinzione di essere immuni da determinati pericoli. Per l'adolescente queste condotte possono essere funzionali a soddisfare l'esigenza di sentirsi adulto; il legame con il gruppo dei pari fornisce spesso il contesto ideale per la messa in atto di comportamenti trasgressivi, attraverso i quali il/la ragazzo/a si sente accettato. Rientrano in questa categoria situazioni quali la guida pericolosa, i rapporti sessuali non protetti e il gioco d'azzardo. Spesso a queste condotte si associano l'abuso di droga, alcool, fumo, o comportamenti devianti come la guida senza patente e il furto.
Comportamenti devianti In questa categoria rientrano quei comportamenti in cui il bambino/l'adolescente mette in atto comportamenti eterolesivi e pregiudizievoli per altre persone, che in alcuni casi (non sempre) possono configurarsi come situazioni di reato. Esempi di questi comportamenti sono furti, spaccio di sostanze stupefacenti, atti vandalici, gravi aggressioni, ecc. Un elemento di rischio particolarmente diffuso nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza è il bullismo, spesso predittivo di comportamenti devianti. Il bullo agisce con lo scopo di prevaricare su un'altra persona e di arrecarle disagio e danno. Come emerge dai casi raccolti dall'osservatorio di Telefono Azzurro, gli episodi di bullismo avvengono prevalentemente all'interno della scuola e possono essere frequenti e ripetuti: aule, corridoi, bagni, sono gli ambienti privilegiati, ma si verificano spesso anche nel tragitto casa-scuola. In questi casi l'obiettivo del 114 è quello di attuare interventi a protezione della vittima, evitando la stigmatizzazione del "bullo", focalizzandosi sul comportamento deviante anziché sul ragazzo che l'ha messo in atto. L'obiettivo primario è dunque quello di sostenere la scuola nel porre fine alle situazioni di prevaricazione, promuovendo lo sviluppo di competenze comunicative e relazionali.
Altre situazioni traumatiche Tali situazioni di emergenza sono causate da eventi straordinari rispetto al normale ciclo di vita, quali incidenti, terremoti, alluvioni, etc. Se in queste particolari condizioni, la prima urgenza è quella di fornire cure mediche e materiali (che non competono al 114), è altrettanto importante offrire alle vittime un supporto psicologico fin dalle prime ore successive all'emergenza. E' ormai noto, infatti, all'interno della comunità scientifica che un'esperienza traumatica non solo costituisce un fattore di rischio per una serie di disturbi mentali (disturbo postraumatico da stress, disturbi depressivi, disturbi d'ansia, etc.) ma può anche condizionare lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino, i suoi processi di apprendimento, il suo adattamento a lungo termine. Le reazioni al trauma possono comparire immediatamente dopo l'evento o a distanza di giorni/settimane; non sembra esserci un'età immune dagli effetti di un evento traumatico e il modo in cui questi si manifestano dipende in misura significativa dallo stadio evolutivo che il soggetto sta attraversando.
Scomparsa di minori e fughe da casa Numerose situazioni di emergenza che pervengono al Servizio 114 sono riconducibili ad una scomparsa. Il concetto di "scomparsa" comprende tutte quelle situazioni in cui si perdono le tracce di un bambino o di un adolescente, indipendentemente dalle cause del suo allontanamento. La maggior parte dei bambini che "scompaiono" rientrano nella categoria degli allontanamenti volontari (fughe) o delle sottrazioni operate dai genitori stessi. Si tratta, per lo più, di bambini e adolescenti che per diversi motivi decidono di lasciare l'abitazione familiare o la comunità cui sono affidati. Bambini e adolescenti in crisi, infatti, possono arrivare a sentirsi privi di risorse e di soluzioni arrivando a credere di avere come unica alternativa quella della fuga. La fuga, in genere, è impulsiva, solitaria e di breve durata. Può non avere una meta precisa o essere finalizzata alla ricerca di protezione in un ambiente conosciuto, presso familiari, amici, conoscenti. In molti casi, viene messa in atto per sfuggire ad un'atmosfera di conflittualità familiare o a contesti di istituzionalizzazione. Se può costituire un episodio isolato, in altri casi diviene un comportamento reiterato in risposta ad una situazione familiare/ambientale problematica.
Nuove emergenze sociali Tra le nuove emergenze vi sono quelle legate ai percorsi migratori, all'utilizzo di Internet, dei cellulari e dei videogiochi. I bambini stranieri si rivolgono al 114 principalmente per le difficoltà legate al rapporto genitori figli a seguito dei percorsi migratori, per situazioni di trascuratezza, maltrattamento e allontanamento/fuga. Vi sono poi specifiche emergenze che riguardano i bambini stranieri in Italia, quali l'essere soli, ovvero privi di una tutela formale, l'essere coinvolti nella tratta, nello sfruttamento sessuale e lavorativo. Particolarmente rilevante il fenomeno dell'accattonaggio. Alla luce dei dati che evidenziano un sempre maggiore utilizzo delle tecnologie da parte di bambini e adolescenti, è emersa negli ultimi anni una maggiore consapevolezza dei rischi che ad esse si accompagnano. Tra i rischi connessi ad un uso illegale della rete i più drammatici sono quelli dell'adescamento on line e della pedopornografia. |


